Home
Affari
Collezione d'
Arte
Palazzi
Nobiltà
Strada Balbi
Ricchezze &
Testamenti
Religione
Politica
Albero
Genealogico
Il cognome Balbi
Membri famosi
della famiglia
Balbi
I Balbi di oggi
Progetto DNA
Riferimenti
Premi
Aggiornatemi!
Posta
Elettronica
 |
Nei primi anni della decade del 1660, la famiglia Balbi richiedeva
con successo, mediante una petizione, al Senato il permesso di costruire la propria strada, Via Balbi, su cui avrebbero
costruito i propri palazzi residenziali. L'incarico di progettare i palazzi fu affidato al celebre architetto Bartolomeo
Bianco. Alcuni dei palazzi furono successivamente disegnati dal pittore fiammingo Pietro Paolo Rubens.
Il palazzo di Gio Agostino Balbi, al numero 1 di Via Balbi, (a sinistra) realizzato da Bartolomeo Bianco, fu costruito nel 1618 e successivamente disegnato dall'artista
fiammingo Pietro Paolo
Rubens. Oggi questo palazzo, di proprietà
di privati, si chiama Palazzo Durazzo Pallavicini.

Il palazzo dove un tempo vivevano Giacomo e Pantaleo Balbi,
situato al numero 4 di Via Balbi (a destra) è attualmente noto come Palazzo Balbi Senerega, ed è
la sede dei dipartimenti di Letteratura e Filosofia dell'Università di Genova.
Al numero 5 di Via Balbi si trova il Palazzo dell'Università di Genova (a sinistra) costruito dalla famiglia Balbi quale parte del suo impegno nella sponsorizzazione dell'istituzione del Collegio dei Gesuiti nel 1669. La costruzione del palazzo iniziò nel 1634 e fu
completata entro il 1640. Oggi l'edificio è noto come Palazzo dell'Università, e costituisce il palazzo principale dell'Università di Genova. La Biblioteca dell'Università di Genova, che un tempo ospitava la chiesa dei Santi Gerolamo e Francesco
Saverio è adiacente all'edificio universitario.
Al numero 10 di Via Balbi esiste un altro palazzo di proprietà della famiglia
(a destra) il cui nome in origine era Palazzo della Corona e oggi si chiama Palazzo Reale. La costruzione di questo
palazzo iniziò nel 1618 e terminò entro il 1620. Stefano Balbi e Gio Francesco Balbi II furono principalmente
interessati dal processo di pianificazione e costruzione. Nel 1643 iniziò la seconda fase della costruzione
del palazzo. Un anno più tardi, Ottavia, figlia di Gio Agostino Balbi, finanziava il completamento della
costruzione del palazzo.
Il Palazzo Reale è stato affrescato da diversi artisti famosi.
Fra gli affreschi più importanti sono da notare La
Fama dei Balbi, un soffitto affrescato da
Valerio Castello e Andrea Sighizzi (a sinistra); La
Primavera che spinge lontano l'Inverno di
Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli e Giove
che Manda Giustizia sulla Terra di Giovanni
Battista Carlone. Altri dipinti includono due tele di Luca Giordano, il ritratto di Caterina Balbi Durazzo del Van Dyck ed altri dipinti di illustri maestri genovesi quali Bernardo Strozzi e Giovanni Benedetto
Castiglione.
Nel 1677 la famiglia Balbi vendette il palazzo alla famiglia Durazzo che vi aggiunse degli ampliamenti. Nel 1823
la famiglia Durazzo vendette il palazzo al Re di Savoia che lo adibì a residenza ufficiale. Nel 1830 il
Palazzo Reale venne assegnato al Ministero dell'Istruzione Pubblica. O ggi
il Palazzo Reale è un Museo statale aperto al pubblico. Il Palazzo Reale conserva i mobili originali di
tutta la sua lunga storia ed include mobili genovesi, piemontesi e francesi della metà del XVII secolo fino
all'inizio del XX secolo. Le stanze hanno lampadari di bronzo, di cristallo e di vetro dipinto ed anche vasi cinesi,
giapponesi ed italiani, orologi, arazzi e sculture di Domenico Parodi (a destra) la Galleria degli Specchi.
La famiglia Balbi non aveva soltanto palazzi sulla via Balbi e nelle vie adiacenti, ma possedeva anche ville nelle
zone circondati, la più grande delle quali si chiamava Villa Zerbina. Per quanto riguarda la biblioteca
familiare, Gerolamo Balbi possedeva una collezione che includeva libri riguardanti la scienza, il commercio, concetti
cosmopoliti, matematica teorica, dizionari, e libri in lingua francese, spagnola e fiamminga. |
|
|
|